Più o meno infinito

Quando i tuoi fianchi

mi accoglievano

e ritmici

il segno dell'infinito

mimavano 

sopra di me


erano ombre benevole

quelle che le tue spalle

gettavano sui miei occhi.


Mi frustavi
di gemiti.

Singhiozzavano

convulse

le tue cosce bianche.



18 aprile 2012

Atto di dolore



Non verrai, lo so. Ti ho detto.

Non verrà. Mi sono detta.


Poi il tuo ginocchio destro

ha sfiorato il muscolo teso della mia gamba sinistra

e due delle tue dita

il mio polso.


Il mio nome sussurrato dalle tue labbra tra i miei capelli.


Ho tendini e vene che intrecciano secoli
di peccati

e pezzi di vita nostra.


Il mio braccio è forte
e la mia mano certa

mentre per tre volte

battono il mio cuore

che si pente

e si duole

perché ha peccato.

17 aprile 2012

Pioggia e nessun fiore



Poi in silenzio

e in segreto

solo a te

dirò

che ti ho cercato ovunque.

Gocce di pioggia e nessun fiore

nessuna primavera 

solo autunni in ogni angolo

nessun sole e mai

il tuo sorriso

lo hanno cercato le mie dita

accarezzarlo al buio

ricordare il sapore dei tuoi baci e di quei ti amo disperati

ho corso in senso contrario 

tutto il nostro passato davanti

i giorni inginocchiati

il mio cuore arreso contro il tuo

la tua voce

velluto di note carezzevoli


in silenzio

e in segreto

solo a te

solo a te che mai, mai mi hai lasciata

solo a te dirò

che ti ho cercato


ti ho cercato ovunque.






16 aprile 2012

Milano


Le ho schiacciate di trionfo e dolore
le tue strade


ho strappato di calcio e caviglia
ogni fiore che ha tentato l'appiglio


e poi ti ho trattenuta di fiato e vomitata baciando un'altra bocca, Milano.


Sei venuta
giù
di pianto e vergogna


sei stata stretta
strozzata
tra le mie ginocchia


e i miei due occhi, pianeti gemelli
persi
nel tuo universo gravitazionale.



Incantata

mi hai incantata ancora, Milano


mentre 

verme

smettevo di strisciare



e ti ho guardata.



16 aprile 2012