Questa è la mia pelle, drappo di velluto e raso



Carminio, amaranto
è pallida l'attesa e rossa
nero

nero sangue; vieni qui
- le tue dita -
tocca il mio polso

senti? 

senti la tempesta e l'uragano
le onde
la risacca
la corrente?

Allontana le tue labbra
scivola sul mio fianco
dammi la mano
scivola
scivola giù

fermo. Fermati.

Chiudi gli occhi, vieni, 
entra.

Questa è la mia gola. E' la stanza della musica, delle parole.

Questa è la mia bocca. E' la stanza del banchetto, qui bevo l'amore.

Questo è il mio cuore. E' il luogo dove tu mi attrai, la stanza del tuo trono. 

Questo è il mio ventre. E' il giardino delle rose senza spine, è la sorgente tiepida,

è il giaciglio dei desideri inespressi.

Questa è la mia pelle. Parete sottile, lenzuolo madido, drappo di velluto e raso.


E' rabbiosa l'attesa. E' livida, blu.

Entra. Aprii gli occhi.


Respira. Resta. Nella mia gola
nella mia bocca nel mio cuore - fammi sedere accanto a te -
resta nel mio ventre
nella mia pelle.

Resta. Respira.




22 ottobre 2017

Di ogni dono, di ogni carezza

Quanto sono belle 
le mani
che per la prima volta
ti sfiorano 
le spalle e poi
poi
con le dita
le labbra.

Quanto sono belli
i giorni d'amore,
le notti di sogno
e luna mannara.

Nel tempo di mezzo
quello che resta sospeso
senza più te 
e te
e te
nomi, gesti, sguardi
tutti i per sempre conclusi 
e te
che hai mani e labbra
nuove

è solo il tocco dei miei occhi 
sulla mia pelle
a raccogliere l'eredità che resta.

Ricordo anch'io quello che ho lasciato
su di te
e te
 e te.
Nomi, gesti, sguardi
tutti i per sempre conclusi.

Prenditi cura di ogni dono
di ogni carezza
di ogni bacio.
Prenditi cura di quello che ti ho lasciato.

Quello che hai lasciato tu è con me.

E' con me. 


19 luglio 2018







Vuoi restare qui con me?

"Come sei entrata?"
Sei con le spalle al muro.

"Mi ha aperto Pietro"
Ho un coltello. La lama preme, il tuo sangue trema.

"Non fare stronzate"
Mi fissi.

"Io? E tu?"
Ti immaginavo vecchio. E brutto come sanno essere solo i vecchi buoni.

"Io so tutto di te. Non dovevi essere qui"
Provi ad alzare la mano. Sono più veloce. Taglio. Sanguini come sanguinerebbe un uomo.

-

"Hai pensato poco a me. Troppo poco"
Guardi il liquido che dal tuo braccio grandina verso Terra.

"Non mi servivi. Ti raccontano in modo noioso. Hai un ufficio stampa del cazzo, giù".

"Vuoi restare qui con me?"

Sei un collage perfetto di tutti gli uomini che ho toccato. Quello che di loro ho amato. Quello che non ho dimenticato.
Quello che mi ha uccisa
fino a farmi arrivare
e nascere
qui.

"Solo se mi regali un Paradiso"

"Ce n'è uno per ognuno di voi"


"E tu?"

"C'è un Dio, 
a immagine e somiglianza di ogni sogno, 
per ciascuno di voi".


5 giugno 2018



Ma conosco la tua fame

Quante volte sul mio viso
le tracce di ogni buio
sono state ombra contraria
luce.

I giorni colorati del passato
che svanivano nel bianco e nel nero
della fantasia
trascinavano quelli futuri.
Rimaneva
alle ore presenti
la tonalità breve delle attese.

Sono due le regole.
La prima dice
strappa.
La seconda dice
inchinati.
Strappami
i colori dai tuoi occhi.
Poi prega.

Io non tornerò.
Ma conosco la tua fame.
E il tuo sacrificio
mi è gradito.


5 giugno 2018