La poeretessa

Io non le conosco
le mie
poesie.
-
Non so quante sono
e
non so
dove
sono.
-
Libere
vanno via da me.
Nascono
e
volano
come avessero ali
come
avessero
il vento
oppure
un'onda.
-
Le dimentico
le mie
poesie.
-
Ogni
volta
è la prima
e
la sola
e
l'ultima.
-
Ogni volta.
-
Come un amore.

(18 aprile 2011)

Una trottola vietata ai minori

Grande
la tua mano
sulla mia testa
posavi.
Tentavi
movimenti
di polso.
Per farmi
girare
in tondo
fino
a cadere
non a terra
ma addosso a te.
Imperfetta
poggiavo
a metà
del giro
i due piedi
insieme.
Ho bloccato
verticale
la tua traiettoria
per me.
-
Poi orizzontale,
tu,
dopo.
Gioco, mio, di solo medio e pollice.
Polso fermo.
Una testa più adatta
quella tua
in basso
da attivare
con un gesto solo.
-
Giri ancora
- trottola -
giri ancora...

(19 aprile 2011)

Bava

Osservo.
Senza guardare.
E vedo
molte cose.
Osservo.
Da lontano.
Vedo
molte cose
tutte
niente.
Niente
come la foga
di quegli
abbracci
per te
tutti
sbagliati
seriali
ricalcati
fotocopiati
anelati
cercati
negati
e
poi
sbavati.
Bava dagli occhi
fessure
maligne.
Bava dalla bocca
nera
e
cariata
coperta
di vernice dorata.
Bava
il tuo seme
sprecato
con fatica
svogliata.

(19 aprile 2011)

Nostalgia millenaria

Questi
sono giorni
terribili
per me.
Il ricordo
la nostalgia
mi tolgono
il fiato.
Mio padre
aveva detto
il tempo
Emmanuele
guarisce
ogni ferita.
Sulle mie mani
non ci sono cicatrici.
Hanno dimenticato.
Il dolore
dei chiodi
che squarciavano
pelle
ossa
tendini.
Ma il mio cuore
non è guarito.
Avrei voluto restare.
Avevo amici cari.
E una donna bellissima.
Quando arrivai qui
mi dissi
cazzo
sei in Paradiso!
Vi starete chiedendo
non sono lì con te
adesso
quei tuoi amici
e quella donna?
Sono qui.
Sì.
Ma non è la stessa cosa.
Io rimpiango
quello che non ho avuto
quello che ho solo assaggiato.
Come tutti.

(20 aprile 2011)