Oro
di zucchero
sogni cubani
colori
di primavera estiva
poi la cannella
spezia di preghiere profane
era l'ultimo latte
ormai spoglio
raggrumato
sulle foglie
poi il profumo
dei pomeriggi golosi
prima del mercoledì
finito in cenere
penitente per la lingua
a sbattere vuota
sul palato amaro.
(8 marzo 2011)
L'Aquila (poesia bondiana)
"Ballo
della mattonella
Twist
urbano
Rock
acrobatico
Immota
manet?"
(2 marzo 2011)
della mattonella
Twist
urbano
Rock
acrobatico
Immota
manet?"
(2 marzo 2011)
Le mie tre note (divertissement)
Lasciavamo
socchiuse appena
le persiane
il sole
ci abbracciava
solo in parte.
Mi accarezzavi
lento
dopo
poi
scostavi il lenzuolo
le mie costole
tasti bianchi
che suonavi
piano
forte.
Accompagnavo
i tuoi tre accordi
cantandoli
piano
forte
solo per te
- chissà se sentivano, gli avventori del piccolo bar sotto casa -
si
la
do.
La do,
si.
(2 marzo 2011)
socchiuse appena
le persiane
il sole
ci abbracciava
solo in parte.
Mi accarezzavi
lento
dopo
poi
scostavi il lenzuolo
le mie costole
tasti bianchi
che suonavi
piano
forte.
Accompagnavo
i tuoi tre accordi
cantandoli
piano
forte
solo per te
- chissà se sentivano, gli avventori del piccolo bar sotto casa -
si
la
do.
La do,
si.
(2 marzo 2011)
Castelli di sabbia
Tutte le stanze
prima di chiudere la porta
e riconsegnare le chiavi
entro
un'ultima volta.
Sono vuote, ormai
ma
le vedo
come sono state.
La stanza del mio cuore
quella dei pensieri
quella del sonno del sogno degli incubi dei risvegli a gola chiusa e di quelli incantati
quella degli inganni, la tua
quella delle mani unite e della paura, la nostra.
Mille volte indietro
guardo
prima di chiudermi quella porta alle spalle.
Come sabbia nelle formine
quando ero bambina, al mare
sei stato tutto
e un attimo dopo
forse il vento
forse un'onda
forse un piede distratto
nulla.
(1 marzo 2011)
prima di chiudere la porta
e riconsegnare le chiavi
entro
un'ultima volta.
Sono vuote, ormai
ma
le vedo
come sono state.
La stanza del mio cuore
quella dei pensieri
quella del sonno del sogno degli incubi dei risvegli a gola chiusa e di quelli incantati
quella degli inganni, la tua
quella delle mani unite e della paura, la nostra.
Mille volte indietro
guardo
prima di chiudermi quella porta alle spalle.
Come sabbia nelle formine
quando ero bambina, al mare
sei stato tutto
e un attimo dopo
forse il vento
forse un'onda
forse un piede distratto
nulla.
(1 marzo 2011)
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