La prima volta che ti ho baciato

La prima volta che ti ho baciato

- senza che le tue labbra toccassero le mie -

ti ho baciato a mezzo passo da un ponte, 

tu muovevi le mani

indicandomi una casa che amavi

e io bloccavo le mie, una stringeva una penna,

 l'altra un quaderno, uno di quelli piccoli, neri

da viaggiatore, da racconta storie.


La prima volta che ti ho baciato 

- senza che le mie labbra toccassero le tue -

eri seduto davanti a me

e promettevi senza dire.

Io giuravo cose che non ricordo.

Due bugiardi.


La prima volta che ti ho baciato - e le mie labbra, le tue -  mi hai baciata tu. 

Una città vuota

e una porta chiusa. La luce accesa. 

Il mio braccio piegato dietro la schiena

il tuo respiro dentro la mia gola. Due bugiardi,

due fughe - tu via da me e io da te -  impossibili. Il tuo gioco

e il mio.


Continuo a baciarti

per la prima volta

- e tu mi divori il respiro -

ogni volta

che capiti in una nuvola

in un mezzo sogno

in un frammento di favola. 

O quando mi cadi addosso.

Lo sai?



27 marzo - 13 maggio 2021




 





E con un gesto solo e perfetto sciogli

Delle tue braccia io conosco la forma lasciata

da corpi che hai stretto e che 

non somigliano al mio.

Della tua lingua conosco il sapore

di altri baci, impronte sul palato

tracce salivari.

Conosco il timore

mio, tuo. E conosco come andiamo via.


Inciampo anch'io

nelle trappole di radici 

che tagliano la strada.

Inciampo mentre guardo le stelle

e mi chiedo come sarebbe

con te

avere un cielo da ignorare.


Conosco la fretta 

della tua mano

quando afferri, e con un gesto solo e perfetto sciogli, 

il nodo della cravatta.

Conosco i giorni

che sono diventati

anni.

Conosco il tuo peso su di me.


Nella mia gola c'è un luogo segreto

a pochi passi dal cuore.


Forse non ti ho mai detto ti amo.

Forse. 



2 dicembre 2020



Poi mi chiami amore

Io non ho bisogno di chiudere gli occhi
per sognarti
e non ho bisogno di parole
questa volta
non ho bisogno di immaginare e tentare poesie.

Parli una lingua che si scontra con la mia
nella mia bocca
e poi nella tua.

Io non ho bisogno di leggere
architetture letterarie
questa volta;
viene prima il respiro
- il tuo sulla mia pelle -
vengono prima le labbra
- le tue sulla mia pelle -
 prima gli occhi
- che tu dici verdi e io dico grigi -
e quella casa grande e segreta dei nostri abbracci.

Vipera, mi dici. E poi iena. E poi afferri la mia mano
che nella tua naufraga. Poi mi chiami amore.
Strega, mi dici.
Poi ti incastri nei miei giorni. 

Veleno, mi dici. Poi mi chiami amore.

Te le ricordi quelle stelle che hanno danzato davanti ai nostri occhi
in una notte di luna piena e promessa?

(Non servono, questa volta, le parole).


13 gennaio 2020





Avevo da parte una carezza di fuoco


I silenzi che mi segnano 
gli occhi
di difetti
di insonnie - sei un veleno -
di sguardi da tenere nascosti.

Il silenzio delle mie mani
che portano sulla pelle
il segno e la memoria di
curve nuove e
nuove impronte
- ti ho ferito le labbra perché avevo da parte una carezza di fuoco -.

Le colpe del cuore sono infinite
- potevo dirti no subito, potevo scappare subito, potevo non lasciarmi baciare quasi subito, potevo zittirti subito, potevo non finire subito nei tuoi occhi, potevo non mandarti subito giù insieme alla mia saliva -
e infinite sono le sue ragioni
- potevo fare tesoro dei tanti passati, potevo masticarti e sputarti via, potevo riderti in faccia e restare fedele ad altre promesse, potevo buttarti giù dalla mia macchina e fuggire via -
le sue aritmie vagabonde.

Sulle mie dita il tuo sangue ha un gusto dolcissimo.

Lecco. Il tuo segreto lo proteggo con il mio.

E' di nuovo tempo
di silenzi.


1 dicembre 2019