Poi mi chiami amore

Io non ho bisogno di chiudere gli occhi
per sognarti
e non ho bisogno di parole
questa volta
non ho bisogno di immaginare e tentare poesie.

Parli una lingua che si scontra con la mia
nella mia bocca
e poi nella tua.

Io non ho bisogno di leggere
architetture letterarie
questa volta;
viene prima il respiro
- il tuo sulla mia pelle -
vengono prima le labbra
- le tue sulla mia pelle -
 prima gli occhi
- che tu dici verdi e io dico grigi -
e quella casa grande e segreta dei nostri abbracci.

Vipera, mi dici. E poi iena. E poi afferri la mia mano
che nella tua naufraga. Poi mi chiami amore.
Strega, mi dici.
Poi ti incastri nei miei giorni. 

Veleno, mi dici. Poi mi chiami amore.

Te le ricordi quelle stelle che hanno danzato davanti ai nostri occhi
in una notte di luna piena e promessa?

(Non servono, questa volta, le parole).


13 gennaio 2020





Avevo da parte una carezza di fuoco


I silenzi che mi segnano 
gli occhi
di difetti
di insonnie - sei un veleno -
di sguardi da tenere nascosti.

Il silenzio delle mie mani
che portano sulla pelle
il segno e la memoria di
curve nuove e
nuove impronte
- ti ho ferito le labbra perché avevo da parte una carezza di fuoco -.

Le colpe del cuore sono infinite
- potevo dirti no subito, potevo scappare subito, potevo non lasciarmi baciare quasi subito, potevo zittirti subito, potevo non finire subito nei tuoi occhi, potevo non mandarti subito giù insieme alla mia saliva -
e infinite sono le sue ragioni
- potevo fare tesoro dei tanti passati, potevo masticarti e sputarti via, potevo riderti in faccia e restare fedele ad altre promesse, potevo buttarti giù dalla mia macchina e fuggire via -
le sue aritmie vagabonde.

Sulle mie dita il tuo sangue ha un gusto dolcissimo.

Lecco. Il tuo segreto lo proteggo con il mio.

E' di nuovo tempo
di silenzi.


1 dicembre 2019

Il tuo letto, la tua sedia e il tuo bicchiere

Le ossa. Le vene 
e i muscoli 
ogni organo
separano te da me. 

Il tuo letto. La tua sedia 
e un bicchiere.
Non conosco la loro forma,
non conosco il colore
però separano me da te.

La mia pelle è un muro
le tue ginocchia spigoli 
le ore che ci tengono distanti
un pavimento che traballa 
mentre tu cammini e aspetti
e sorridi inquieto
come me.

Quando mi guardi negli occhi
tu mi chiedi in silenzio 
il perché. 

Perché questo amore? 

Perché il mio cuore cerca solo il battito del tuo?

Perché non sei qui con me?

Perché il mio bicchiere non conosce le tue labbra e il mio letto il tuo peso?



   

22 settembre 2016

Avide sono le mie mani

Mi dici
buonanotte
nelle ore che splendono.

Mi dici buonanotte e mi afferri
mi afferri il braccio destro con il sinistro
giri intorno a me
e con la tua mano
offri la mia gola
al tuo petto.

Lo bevi, il mio sorriso 
mi bevi dalle vene ogni brivido
di sangue e di attesa.

Culla, siamo
di sospiri antichi
e di improvvise voglie.

Il sole è timido come certe lune nascoste
e avide sono le mie mani, che lascio ferme
e lascio cadere e lascio scorrere
e lascio scrivere
- grafia di desiderio -
sul tuo fianco.

Mi dici 
buongiorno 
nelle ore che spengono
ogni luce
e accendono
(bi)sogni.

Tu, straniero
conosci di me
cose a me segrete.

Tu mi dici buongiorno
nelle ore buie.


6 novembre 2018