Avide sono le mie mani

Mi dici
buonanotte
nelle ore che splendono.

Mi dici buonanotte e mi afferri
mi afferri il braccio destro con il sinistro
giri intorno a me
e con la tua mano
offri la mia gola
al tuo petto.

Lo bevi, il mio sorriso 
mi bevi dalle vene ogni brivido
di sangue e di attesa.

Culla, siamo
di sospiri antichi
e di improvvise voglie.

Il sole è timido come certe lune nascoste
e avide sono le mie mani, che lascio ferme
e lascio cadere e lascio scorrere
e lascio scrivere
- grafia di desiderio -
sul tuo fianco.

Mi dici 
buongiorno 
nelle ore che spengono
ogni luce
e accendono
(bi)sogni.

Tu, straniero
conosci di me
cose a me segrete.

Tu mi dici buongiorno
nelle ore buie.


6 novembre 2018

Inganno

Mi inganna, il tuo amore.

Mi lascia credere che sia possibile 
esistere senza le tue mani che mi afferrano i fianchi 
uncinata e presa 
il tuo addome e il mio ventre 
l'onda che bagna la riva.

Entra la luna 
- non è un riflesso -
nell'abisso di un mare
e si avvolgono le correnti
trascinate a fondo
da un fuoco che resiste e infiamma 
forgia.  


Mi inganna il tuo corpo che si ritrae dal mio.
Mi lascia credere che siamo divisi, 
interi, 
due.


13 dicembre 2016

Ma tu accadi prima




Potremmo stare ore, giorni
matite e colori e righe e squadre
sistemi matematici 
strutture sintattiche e formule chimiche
la rotta del sistema solare
cercare di capire in relazione ai mondi
perché io amo te e tu me.

Ma tu accadi prima. 
Accadi prima della retta infinita e della sfera, prima del verbo e del soggetto
prima dell'ossigeno e dell'idrogeno
prima di un sole che è l'unica stella 
a tacere, di notte, la sua luce.

Tu accadi prima, prima dei nostri baci
prima di ogni parola e rabbia, accadi quando tremano i polsi e trema il sangue
e si gela la gola. 

Tu accadi in me - senza tempo, senza ragione - da sempre.



17 gennaio 2017
                                     

Questa è la mia pelle, drappo di velluto e raso



Carminio, amaranto
è pallida l'attesa e rossa
nero

nero sangue; vieni qui
- le tue dita -
tocca il mio polso

senti? 

senti la tempesta e l'uragano
le onde
la risacca
la corrente?

Allontana le tue labbra
scivola sul mio fianco
dammi la mano
scivola
scivola giù

fermo. Fermati.

Chiudi gli occhi, vieni, 
entra.

Questa è la mia gola. E' la stanza della musica, delle parole.

Questa è la mia bocca. E' la stanza del banchetto, qui bevo l'amore.

Questo è il mio cuore. E' il luogo dove tu mi attrai, la stanza del tuo trono. 

Questo è il mio ventre. E' il giardino delle rose senza spine, è la sorgente tiepida,

è il giaciglio dei desideri inespressi.

Questa è la mia pelle. Parete sottile, lenzuolo madido, drappo di velluto e raso.


E' rabbiosa l'attesa. E' livida, blu.

Entra. Aprii gli occhi.


Respira. Resta. Nella mia gola
nella mia bocca nel mio cuore - fammi sedere accanto a te -
resta nel mio ventre
nella mia pelle.

Resta. Respira.




22 ottobre 2017