A quando eravamo estensioni di essere assoluto e irresistibile vertigine, salto e ascesa, a quando bastava essere lontani per non dimenticare che ogni tuo respiro nasceva da una mia carezza e ogni mio dolore era solo un tuo sorriso allo specchio.
Ogni notte - sempre più di rado - tu mi appari in sogno e io cado nel tuo sonno come piombo e condanna.
Mi hai preso una mano
cercandomi dove senza corpo
non avevo più sguardi
e non avevo battiti.
Ci sono spasmi di vita dove
la terra rifiuta
se stessa
e te e me a un passo
invisibili.
Le parole sono disegni di attimi azzardati
e mai incolumi
sono armi nascoste
è il tuo sorriso
e poi l'affondo
della tua forma perfetta
un ghigno e un singhiozzo
un sospiro e un grido strozzato
di piacere
tu mi afferri la gola e mi apri le viscere
piego la schiena
apri gli occhi, ho comandato